Pulp Fiction

Regia: Quentin Tarantino
Interpreti:Uma Thurman, John Travolta, Samuel L. Jackson, Bruce Willis, Tim Roth
Anno di produzione: 1994
Durata: 154'
Tipologia: lungometraggio
Genere: thriller, humor nero
Paese: Stati Uniti

Un vero cult movie, come pochi. Nel film che ha contrassegnato un’epoca ed a sua volta ha fatto epoca, una scena non può non aver colpito come un pugno nello stomaco il medico spettatore. La splendida e selvaggia Mia (Uma Thurman), pupa del boss, uscita per una serata solitaria, per quanto scortata da due tirapiedi del suo uomo, si assenta per un attimo. Va in bagno, nota un’invitante polvere bianca che pensa sia cocaina, e se la sniffa. Errore: finisce dritta in overdose per eroina (diacetilmorfina). Casca stecchita ed in arresto respiratorio. Terrorizzato per le conseguenze che l’incidente potrebbe avere sulla sua vita di gangster a servizio, Vincent (un impareggiabile John Travolta) decide istantaneamente di praticarle un’iniezione intracardiaca di adrenalina (epinefrina), quindi direttamente nel cuore. Prende accuratamente i parametri per non bucarla dove non deve, le fa un bel pallino rosso con un pennarello sul seno sinistro, conta fino a tre e le assesta infine una botta pazzesca con una siringona dotata di un superago, “come se dovesse pugnalarla”, così da bucarle lo sterno (!). Mia si risveglia come un’indemoniata, la siringa ancora piantata nel petto: salva.

Bene. Questa scena, scientificamente parlando, è infondata. Ovviamente, bucare lo sterno con un ago, per quanto grande, è impossibile: si dovrebbe passare tra le costole. Ma il punto è un altro. L’adrenalina in effetti avrebbe fatto aumentare l'energia disponibile al cuore, e avrebbe in qualche misura potuto stimolare il sistema cardiovascolare. Tuttavia, il vero problema di Mia in quel momento è a livello cerebrale. L'eroina, come tutti gli oppiacei, disinibisce la capacità del cervello di misurare la concentrazione ematica di CO2. Normalmente, quando i livelli di CO2 aumentano, sentiamo per riflesso il bisogno di respirare. L’adrenalina non sarebbe però servita ad invertire l'influenza dell’eroina sul tronco encefalico, e la ragazza, in realtà, sarebbe morta, con o senza l'iniezione. E magari con lei anche Vincent, di lì a poco. Per salvarle la vita, Vincent e l’amico avrebbero dovuto praticarle piuttosto un’endovena di naloxone, magari nel braccio, in grado di bloccare i recettori degli oppiacei a livello cerebrale. La somministrazione endovenosa di naloxone può invertire gli effetti dell’overdose in poco tempo, diciamo una quarantina di secondi: ed allora sì che Mia si sarebbe risvegliata, ricominciando a respirare ed a vivere. Ma chi se ne importa: Pulp fiction non è un documentario per specializzandi. Ci resta una scena memorabile, come se la siringona di adrenalina avesse colpito noi spettatori, e non il petto della bella Uma Thurman.

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